Il Bonus Affitto 2026 è ufficialmente operativo e porta con sé una novità importante: il tetto massimo è stato alzato a 3.000 euro annui per beneficiario. Una misura concreta, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, pensata per alleggerire il peso degli affitti su giovani under 31 e famiglie con redditi bassi, in un momento in cui il costo della vita nelle grandi città italiane continua a salire senza sosta.
Cos’è il Bonus Affitto 2026 e chi può richiederlo
Il Bonus Affitto 2026, tecnicamente noto come Contributo di Locazione, è gestito dal Ministero dell’Interno e dall’Agenzia delle Entrate attraverso il Fondo per il Reddito di Emergenza Abitativo (FREA). Si tratta di un’evoluzione diretta del Bonus Affitto Giovani degli anni precedenti, ampliato e potenziato per rispondere all’inflazione che nel 2025 ha toccato il +4,2% secondo i dati ISTAT.
Per accedere al contributo bisogna soddisfare alcuni requisiti precisi. Il primo riguarda l’età: il richiedente deve avere meno di 31 anni al momento della domanda. Fanno eccezione le famiglie monogenitoriali o con figli minori, per le quali il limite sale a 40 anni. Il secondo requisito è il reddito: l’ISEE ordinario non deve superare i 15.000 euro annui per i singoli, o i 20.000 euro per i nuclei familiari. È fondamentale che il contratto di locazione sia regolarmente registrato e che il canone annuo non superi i 12.000 euro. Infine, l’immobile deve trovarsi in uno dei comuni ad alta tensione abitativa, un elenco che nel 2026 si è ulteriormente allargato includendo anche Bologna e Firenze, oltre alle grandi metropoli come Roma, Milano, Napoli e Torino.
Importo del Bonus Affitto: come si calcola e quanto spetta
Il meccanismo di calcolo è semplice: il contributo copre il 50% del canone annuo pagato, con un tetto fisso di 3.000 euro. Chi paga 5.000 euro l’anno di affitto riceve 2.500 euro; chi supera i 6.000 euro arriva al massimale. Le somme vengono erogate in 12 rate mensili da massimo 250 euro, accreditate direttamente sull’IBAN del richiedente entro 60 giorni dall’approvazione della domanda.
Per le famiglie residenti nelle zone ad alta densità abitativa, come il centro di Milano, o per i nuclei con tre o più figli, è previsto un aumento del 20% sull’importo base. La durata del beneficio è di 18 mesi rinnovabili una volta, per un massimo complessivo di 36 mesi. Il fondo stanziato per il 2026 ammonta a 500 milioni di euro, sufficienti per circa 200.000 beneficiari. Al 18 marzo 2026, risultano già approvate 45.000 domande con un tasso di accoglimento che sfiora l’85%.
Come fare domanda per il Bonus Affitto 2026: scadenze e procedura
Le domande sono aperte dal 1° gennaio 2026 e si presentano esclusivamente online tramite il portale dedicato o l’app IO, con accesso tramite SPID o CIE. Prima di procedere è indispensabile avere un ISEE valido, da richiedere gratuitamente tramite il portale INPS presentando la DSU. Tra i documenti necessari figurano il contratto di locazione registrato, l’ultima bolletta pagata e il modello di domanda scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate.
Le domande sono organizzate in due finestre principali:
- Prima finestra: scadenza 31 marzo 2026
- Seconda finestra: scadenza 30 giugno 2026
- Rinnovi: accettati durante tutto l’anno
Un dettaglio importante da non sottovalutare: in molti comuni l’assegnazione avviene con un sistema a click day, il che significa che i fondi locali possono esaurirsi rapidamente. Chi ha i requisiti farebbe bene a non aspettare l’ultimo momento.
Bonus Affitto Giovani 2026: errori da evitare e consigli pratici
Tra gli errori più frequenti che portano al rigetto della domanda c’è la presentazione di un ISEE scaduto o non ordinario. Un altro problema comune è il contratto di locazione non correttamente registrato o intestato a soggetti non ammessi, come genitori o coniugi. Prima di inviare la domanda conviene verificare che il proprio comune rientri nell’elenco delle zone ammesse, consultabile sul sito del MEF, e simulare l’importo spettante tramite il calcolatore ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Per chi ha dubbi o situazioni particolari, il contact center INPS al numero 803.164 e i CAF sul territorio restano i punti di riferimento più affidabili.
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